I tuoi baci all’arsenicoTempo di lettura: 1


Non sono mai andata via da te, dalle tue camicie per mantello, dalla tua faccia irriverente.
Sono ancora lì, ad aspettare che tu faccia rientro in quell’appartamento in piazza Castello.

“Arrivo alle venti, forse venti e trenta. Va bene?”.

Andava bene si.
Conservo gelosamente la tua sigaretta spenta sul mio cuore, così come il dolore per una decisione mai presa, per quelle bugie dalle gambe lunghe.

Viaggiavi veloce tra la tua vita e la nostra vita insieme, non vedevo e non capivo che ero solo un’altra stazione, una città nuova, un’occasione per far brillare d’interesse la tua quotidianità. Ero solo l’ingrediente segreto della tua vita di coppia.

Stupida io che non mi sentivo mai  abbastanza bella, mai interessante e seducente. Ero io che non riuscivo ad incollarti alla mia vita per creare qualcosa insieme, ero io incapace di disegnare un paio d’ali da attaccare ai nostri cuori e volare via. Volare lontano da lei e dalla vostra vita così apparentemente perfetta.

Invece eri tu, stronza, quella che non era mai abbastanza sincera, quella che non era fedele, quella che amava a metà: lei e me. Eri tu quella che “le parlerò domani” e domani non arrivava mai.

Eri tu quella che non voleva il suo nome tra noi perché stonava coi tuoi baci all’arsenico. Eri tu che promettevi amore eterno mentre scivolavi tra le mie gambe.
Eri tu ed io ti amavo comunque, mentre odiavo la paura della verità.

Detestavo quando la ragione interferiva col mio cuore, quel cuore che oggi si sente così in colpa per essere ancora qua ad amarti e aspettarti.

Nessuna ha mai amato la mia pelle così intensamente.
Maledetta te, ho iniziato a fumare.

Share